DPI per la protezione dell’udito: a tutto orecchi per la sicurezza.

I protettori auricolari per proteggere le orecchie sul lavoro.

Proteggere le orecchie sul lavoro è importantissimo. I danni all’udito sono permanenti. Impariamo a conoscere le norme e i DPI per la protezione dell’udito.

Chi lavora a contatto con il rumore, a maggior ragione se a livelli molto alti, lo sa bene: proteggere le orecchie non è un optional, ma una vera e propria necessità. Quest’esigenza si manifesta non solo per la sicurezza e la protezione dell’udito, ma anche per il poter garantire lo stesso svolgimento delle diverse mansioni. Ci sono casi, infatti, in cui sarebbe impensabile lavorare senza utilizzare un otoprotettore.
Le situazioni lavorative in cui si presenta il problema del rumore sono molte e nei più disparati settori e la questione non è da prendere in considerazione solo nei casi in cui esso sia particolarmente fastidioso o talmente forte da non poter fare a meno di proteggersi. Ovunque ci siano livelli di rumore considerabili a rischio per la salute e la sicurezza c’è bisogno di utilizzare un DPI per la protezione dell’udito.
 

Protezione dell’udito: perché è così importante?

Proteggere l’udito è fondamentale per garantire non solo la sicurezza e la continuità lavorativa degli addetti, ma anche, e soprattutto, per una questione di salute. L’udito è per l’essere umano una grande bussola. Attraverso il riconoscimento dei rumori noi riusciamo ad orientarci a livello spazio-temporale, nonché a gestire una serie innumerevole di funzioni legate alla nostra quotidianità.
Compromettere l’utilizzo di questo senso è, dunque, molto pericoloso. I danni all’udito sono irreversibili ed irreparabili. In alcuni casi sono immediati, in altri si manifestano dopo anni, per via delle prolungate esposizioni a fonti di rumore. A volte basta veramente molto poco per non poter tornare indietro.         
Altre non ci si fa caso, non ci si pensa; ma i nostri timpani non dimenticano e, prima o poi, chiedono il conto. Pertanto la questione non è assolutamente da sottovalutare.
Delineare i criteri di scelta diventa quindi fondamentale per garantire ad ogni lavoratore il protettore auricolare più adatto.
 

I DPI per la protezione dell’udito: le tipologie

I dispositivi per la protezione dell’udito sul lavoro si dividono in tre grandi famiglie: le cuffie antirumore, gli inserti auricolari e i dispositivi dotati di sistemi elettronici.
 
  • Le Cuffie antirumore.

Le cuffie si compongono di due cuscinetti e da un archetto che li collega e li mantiene saldi in posizione.       I cuscinetti ricoprono le orecchie per intero e, normalmente, sono costituiti di materiale fonoassorbente. 
Il comfort è assicurato dai bordi imbottiti, di solito in schiuma sintetica o fluido, che ne migliorano anche la stabilità. Ci sono diversi tipi di appoggio dell’archetto: sopra la testa, dietro la testa, sul collo o sotto il mento. Per portarle in abbinamento ai caschi protettivi, gli archetti devono essere quelli da appoggiare o al collo o al mento. Le taglie delle cuffie sono tre: piccola, media e grande.
 
  • Gli inserti auricolari.

Per inserto auricolare si intende quel dispositivo di protezione che può essere inserito dentro oppure sopra il canale auricolare, così che venga chiuso ermeticamente.  Esistono inserti auricolari, comunemente chiamati tappi per le orecchie, riutilizzabili oppure “usa e getta”. I primi possono essere in silicone, in gomma, in plastica oppure in materiali duttili e comprimibili che ognuno può plasmare prima dell’inserimento. Gli inserti usa e getta, invece, si compongono di schiuma o di ovatta. Questi, se riutilizzati più di una volta, compromettono la propria capacità di assorbimento del rumore. Per alcuni inserti auricolari esistono le taglie: piccola, media, grande.
Esistono poi gli inserti personalizzabili, plasmati in modo da adattarsi al canale uditivo di uno specifico utilizzatore. Per produrre questi tipi di inserti, è necessario prendere le impronte dei canali uditivi o degli auricolari, operazione che viene fatta utilizzando il silicone, materiale di cui poi saranno realizzati. Un’alternativa è l’acrilato, che risulta più duro. In entrambi i casi vengono rivestiti di una speciale vernice che migliora la compatibilità con la pelle. Gli inserti auricolari personalizzati garantiscono un'elevata attenuazione del rumore (37 dB per le frequenze alte, 30 dB per le frequenze basse) e sono dotati di elementi di filtraggio che riducono il suono e lo modellano.
L’attenuazione del suono fornita dai dispositivi passivi di protezione dell’udito privi di sistemi elettronici aumenta all’aumentare della frequenza del rumore.
 
  • I dispositivi dotati di sistemi elettronici.

Ci sono ambienti di lavoro e situazioni che richiedono che l’operatore possa proteggere il proprio udito ma anche poter sentire, ad esempio, dei segnali di avviso. È il caso, ad esempio, degli addetto aeroportuali, o comunque di tutte le persone che lavorano in ambienti con rumore intermittente o impulsivo.
Per far sì che siano garantite sia la protezione dell’udito, sia la possibilità di sentire quanto necessario, esistono particolari cuffie antirumore dotati di sistemi elettronici. Questi otoprotettori permettono una riduzione attiva del rumore quando presente e la giusta udibilità nei momenti necessari. Esistono poi delle cuffie dotate di sistemi di comunicazione, che consentono di ricevere informazioni o segnali d’avvertimento, sempre garantendo l’adeguata attenuazione del rumore.
 

Come scegliere il dispositivo di protezione dell’udito giusto?

La scelta avviene in base al tipo di lavoro e al rumore a cui si è sottoposti. La valutazione del rumore industriale, secondo il D. Lgs. 15/8/91 n° 277 ci indica gli 85 dB(A) come soglia da non superare giornalmente per l’esposizione personale di un lavoratore, calcolata sulle 8 ore lavorative.
Qualora questa soglia fosse superata, il datore di lavoro deve fornire i DPI per la protezione dell’udito più adatti alle esigenze dei propri lavoratori tramite un programma di formazione. Se il livello di rumore giornaliero supera i 90 dB(A), gli operatori sono obbligati ad indossare i DPI, previa sempre adeguata formazione.
Per valutare quale sia il DPI più adatto alle proprie esigenze, ci sono delle tabelle di riferimento con parametri legati a diversi fattori:
  • Attenuazione delle frequenze, espresse in decibel: H (high frequency – alta frequenza), M (middle frequency – media frequenza), L (low frequency – bassa frequenza).
  • SNR: attenuazione media del protettore su tutto lo spettro delle frequenze.
Entrambi i fattori sono valutati partendo dai valori delle protezione presunta (APVf) del DPI. La valutazione avviene tramite test di laboratorio nel momento in cui i prodotti devono rispondere alle normative vigenti.
Il rendimento dei dispositivi di protezione dell’udito dipende per prima cosa dalla loro capacità di attenuare il rumore. Il valore medio di attenuazione del suono (SNR) permette una più accurata valutazione del rendimento di un dispositivo.
Valutare il dispositivo più adatto alle proprie esigenze significa tenere conto delle seguenti indicazioni:
  • Presenza di certificazione CE
  • Livello di attenuazione
  • Tipologia di ambiente di lavoro, mansioni, ergonomia, necessità
  • Compatibilità con altri eventuali DPI indossati dall’operatore
  • Rispetto dei parametri per i disturbi alla salute
  • Comodità e comfort dell’operatore
 

La normativa europea in tema di protezione dell’udito.

Lo scopo della normativa è quello di definire i parametri per la corretta individuazione del protettore auricolare più idoneo a seconda delle diverse necessità.
La norme di riferimento per i DPI di protezione dell’udito è la EN 352, in particolare essa di articola in:
  • EN 352-1: cuffie antirumore
  • EN 352-2: tappi auricolari
  • EN 352-3: cuffie per elmetto
  • EN 352-4: cuffie attive (con radio o trasmittente)
Per quanto riguarda la legislazione italiana, è da tenersi sempre come riferimento la Legge 626/94. 


 
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